L'alleanza nord-ucraina
di Marija Krivych
Ieri i media russi sono stati scossi dalla notizia che l'Ucraina si sta muovendo attivamente per entrare nella NATO: il presidente Viktor Jušenko, il primo ministro Julija Timošenko e il presidente del parlamento Arsenij Jacenjuk hanno firmato una richiesta perché l'Ucraina sia accolta nel piano di azione per diventare membro dell'Alleanza Atlantica al vertice NATO che si terrà a Bucarest nell'aprile del 2008. Il documento è stato inviato al segretario generale della NATO Jaap de Hoop Scheffer, noto sostenitore dell'ingresso dell'Ucraina nell'alleanza.
Dopo le elezioni parlamentari d'autunno in Ucraina, quando gli "arancioni" hanno formalmente ottenuto la maggioranza alla Rada (formalmente, visto che non è un mistero l'enorme opposizione rappresentata da Janukovič e dai suoi alleati) e hanno cominciato alla meno peggio a mettere in atto le promesse fatte prima delle elezioni, si è posta una ennesima questione fondamentale per la "coalizione arancione": l'adesione dell'Ucraina alla NATO."Condividendo appieno i valori democratici europei, lo stato si riconosce parte dello spazio di sicurezza euro-atlantico ed è pronto a lottare alla pari insieme alla NATO e agli alleati contro le comuni minacce alla sicurezza", è scritto nel comunicato ufficiale. Nella lettera i leader ucraini esprimono la speranza che "il progresso fatto dall'Ucraina nell'ambito di un intensificato dialogo sulle questioni dell'adesione e delle conseguenti future riforme venga riconosciuto in termini di alleanza. L'Ucraina oggi è interessata a essere accolta nel piano d'azione per diventare membro della NATO". La reazione a questa mossa è stata immediata: i "regionali" hanno accusato gli "arancioni" di violare la Costituzione (che sancisce la neutralità del paese), la Russia si è dichiarata pronta a "rivedere" - per usare le parole di Černomyrdin - le relazioni con l'Ucraina, gli americani hanno manifestato il proprio entusiasmo.
Le ragioni per cui gli "arancioni" desiderano tanto entrare nella NATO stanno in superficie, così come le ragioni dello scontento di Mosca. Alla fin fine, chi garantisce che con l'ingresso nella NATO non comparirà una base militare nella filorussa Crimea?
L'atmosfera si è fatta incandescente anche al Ministero degli Esteri ucraino. Il ministro Vladimir Ogryzko ha dichiarato che l'Ucraina non ha fatto alcuna richiesta di entrare nella NATO: "Si tratta di una nuova fase di cooperazione tra l'Ucraina e la NATO. Se si parlerà di adesione alla NATO, allora, come sta scritto in questa lettera, le autorità dello stato si consulteranno con il popolo ucraino", ha detto, osservando che nella lettera non si fa parola della richiesta di entrare nell'alleanza.
Nondimeno il documento in questione è un altro passo verso l'adesione alla NATO. Ricordiamo che la procedura di ingresso dura in media cinque anni, durante i quali il paese candidato deve rendere il proprio esercito e la propria legislazione conformi agli standard del blocco atlantico, e soddisfare anche altri
Ma tutto questo serve all'Ucraina (lasciando da parte gli interessi della Russia, degli Stati Uniti, dei "regionali" e degli "arancioni")? La cooperazione con la NATO serve, forse, nella misura in cui la stessa Russia collabora con l'alleanza. Per quanto riguarda l'ingresso vero e proprio, secondo l'ex presidente Leonid Kučma oggi per l'Ucraina risulta ottimale lo status neutrale, e anche l'ingresso nell'Unione Europea, ma non nella NATO. Oltretutto in entrambi i casi è necessario avere uno stato efficiente, un'economia competitiva e una nazione matura: politologi ed esperti non fanno che discutere dell'assenza di questi requisiti.
Una sola cosa è ovvia: indipendentemente dal fatto che si tratti una "buona" o di una "cattiva" idea, l'Ucraina non è pronta a diventare membro della NATO e difficilmente lo sarà tra cinque anni. Inoltre la preparazione forzata all'ingresso nel blocco può solo approfondire i contrasti già forti non solo tra le élite politiche, ma in tutto il paese.
Originale da: http://expert.ru/articles/2008/01/16/nato/printArticolo originale pubblicato il 16 gennaio 2008



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