martedì, settembre 09, 2008

Armenia, Turchia, Azerbaigian e la mediazione di Mosca

Intanto tra Turchia, Armenia, Russia e Azerbaigian stanno accadendo cose molto interessanti sul piano diplomatico. Ve le riassumo perché potrebbero essere utili per seguire gli sviluppi futuri. Va da sé che ultimamente questi miei post seguono gli orientamenti dell'informazione russa, dunque sono un tentativo di riempire alcuni possibili vuoti di informazione (ho l'impressione che in questo periodo non possiamo permetterci la stravaganza di essere occidentocentrici).

Nel finesettimana c'è stata una svolta epocale nei rapporti burrascosi tra Armenia e Turchia: per la prima volta un capo di stato turco è andato in visita a Erevan. Il 6 settembre il presidente turco ha trascorso circa sei ore sul suolo armeno, per lo più in compagnia della sua controparte armena Serzh Sargsyan. I due, riparati da un vetro antiproiettile, hanno guardato la partita per la qualificazione ai mondiali.
Ha vinto la Turchia, ma per l'Armenia è stato un successo diplomatico.
Anche Gul era molto soddisfatto: "credo che la mia visita abbia distrutto una barriera psicologica nel Caucaso", ha dichiarato all'agenzia di informazione di stato turca.
Il quotidiano turco Hurriyet ha riferito ieri che i ministri degli esteri dei due paesi hanno concordato le fasi iniziali di negoziati che prevedono la normalizzazione dei rapporti diplomatici e l'instaurazione di relazioni bilaterali. Le due parti hanno anche cercato un accordo su una risoluzione politica del conflitto del Nagorno-Karabakh (l'enclave armena nel territorio dell'Azerbaigian). L'ufficio del presidente turco ha rivelato che il 10 settembre Gul andrà in Azerbaigian a discutere la mutata situazione diplomatica. La buona volontà diplomatica delle autorità turche e armene non si è rispecchiata però nei sentimenti della popolazione armena (il punto delicatissimo è ancora la questione del riconoscimento della responsabilità della Turchia Ottomana per il genocidio del 1915), e non sono mancate le manifestazioni di protesta.
Come ha commentato Ruben Safrastian, direttore dell'Istituto di Studi Orientali all'Accademia delle Scienze armena, la volontà turca di mutare atteggiamento nei confronti dell'Armenia è condizionata dai cambiamenti geopolitici nella regione: con questo passo la Turchia sta cercando di rafforzare il proprio ruolo nel Caucaso Meridionale. Sulla decisione di Ankara pesa anche la necessità di risolvere le dispute con l'Armenia per poter entrare nell'Unione Europea.
Fonte: Eurasianet

Il Kommersant' aggiunge particolari sull'incontro:

La Turchia ha proposto al'Armenia un piano per la creazione di una "Piattaforma di sicurezza e stabilità nel Caucaso" per incoraggiare i legami politici ed economici con i paesi vicini. Durante la sua storica visita in Armenia il presidente turco Abdullah Gul ha cercato di convincere il presidente armeno Serzh Sargsyan della necessità di questa nuova alleanza, che è stata anche al centro della visita a Mosca del ministro degli Esteri azero Mamedyarov. L'alleanza permetterebbe ad Ankara e a Mosca di rafforzare la propria posizione nella regione del Caucaso, indebolendo quella degli Stati Uniti.
L'iniziativa di Ankara sulla creazione della nuova alleanza ha ricevuto il sostegno di Erevan. Il presidente armeno
Sargsyan ha dichiarato che l'"Armenia sarà sempre favorevole al dialogo e sostiene il rafforzamento della fiducia reciproca, della sicurezza e della cooperazione nella regione", e ha definito l'iniziativa "un passo verso la creazione di una buona atmosfera nella regione". I leader di Turchia e Armenia parleranno nuovamente della creazione della "Piattaforma" quando il presidente armeno ricambierà la visita (va segnalato, incidentalmente, che la televisione russa ha dato grande risalto ai colloqui). La partecipazione alla nuova alleanza significherà per Erevan la normalizzazione dei rapporti con la Turchia, l'apertura dei confini e naturalmente l'ingresso delle merci armene nel mercato turco.
A Baku l'incontro turco-armeno veniva accolto senza particolare entusiasmo. Anche se il ministro degli Esteri azero Mamedyarov ha dichiarato che si trattava degli affari interni della Turchia, vari politici hanno accusato Alkara di aver tradito l'Azerbaigian.
Comunque, benché l'Azerbaigian negli ultimi anni si sia orientato maggiormente verso l'Occidente e la NATO, gli ultimi eventi nel Caucaso potrebbero apportare alla politica estera di Baku singnificative correzioni. Mosca, a sua volta, può proporre all'Azerbaigian due buoni argomenti a favore dell'alleanza con la Russia e dell'allontanamento dall'Occidente, entrambi legati alla prospettiva di una soluzione del conflitto del Nagorno-Karabach:
uno, il fallimento georgiano nel risolvere la questione in Ossezia del Sud e Abkhazia malgrado l'assistenza degli Stati Uniti;
due, lo scenario moldavo, che è considerato invece un successo.
È infatti noto che la Transnistria, la regione separatista della Moldavia, ha posto fine alla moratoria ai colloqui con Chisinau dopo i contatti tra il presidente della Transnistria Smirnov e Medvedev.
La
prossima fase dello sviluppo dell'alleanza caucasica sarà un incontro tra i presidenti della Russia e dell'Azerbaigian.
Secondo una fonte vicina al Cremlino, durante questo incontro si potrebbe parlare di un futuro summit Armenia-Azerbaigian, con la mediazione del presidente russo anziché del gruppo di Minsk dell'OSCE che ha gestito fino a poco tempo fa la questione del Nagorno-Karabach.
Fonte: Kommersant'

Etichette: , , , ,

venerdì, settembre 05, 2008

All'ombra del conflitto caucasico: alcuni dati interessanti

La preziosissima Winthrop 360 ha esattamente il post che fa per me: riassume cioè alcune cose interessanti che sono successe nell'ultimo mese e sono state messe in ombra dalla guerra (anche di informazione) in Ossezia del Sud. Molte di queste cose hanno a che fare con l'energia e l'economia, dunque le riprendo ampliandole e integrandole con alcuni dati raccolti da me. Anche queste, credo, ci torneranno utili.

Il Kazakistan ha proposto una tassa sull'estrazione del petrolio (dal 7% al 20% del valore di mercato). Non influisce sui PSA (Production Sharing Agreement, cioè i contratti firmati tra un governo e le compagnie che riguardano la quantità di materie prime, solitamente petrolio, assegnata a ciascuna di esse) e il giacimento di Tengiz ma è comunque un fattore negativo per le multinazionali occidentali.

***

In Australia diversi esponenti del governo si sono opposti alla vendita di uranio alla Russia. Le autorità russe hanno risposto che se le imprese russe vengono messe in difficoltà in Australia lo stesso accadrà a quelle australiane in Russia (per esempio la BHP Billiton, il colosso anglo-australiano delle materie prime interessato alle miniere russe). Pochi giorni dopo un gruppo industriale che rappresenta le maggiori compagnie minerarie australiane ha dichiarato che della Russia ci si può fidare.
Un commento di Tat'jana Sinicyna per RIA Novosti è un po' più chiaro sulla questione: l'accordo tra Russa e Australia era stato firmato il 7 settembre 2007 e molto semplicemente stabiliva che la Russia avrebbe comprato uranio per il valore di un miliardo di dollari all'anno dall'Australia che ne ha in surplus (il 40% delle riserve mondiali). La Russia garantiva che l'uranio sarebbe rimasto militarmente "sterile" e sarebbe stato usato per scopi pacifici (del resto la Russia per gli scopi militari usa il proprio uranio, le cui riserve sono le terze al mondo). Però, cosa interessante, l'accordo non è attivo, partirà solo dal 2015. Né del resto il documento è stato ratificato dai parlamenti, dunque è ancora un pezzo di carta con gli autografi dei due presidenti. Chi cerca di bloccare questo accordo lo fa sapendo di non rischiare nulla al momento: saranno probabilmente altri a risentirne, tra sette anni. E come fa notare giustamente Sinicyna l'uranio non è carbone, non basta spalarlo nelle fornaci qua e là, richiede lo sviluppo di tecnologie sofisticate: "Immaginate che le compagnie australiane abbiano già cominciato a investire in impianti e tecnologie in attesa di accordi con i futuri soci russi, mentre i loro politici se ne escono con dichiarazioni che contrastano con i loro interessi. È chiaro chi sarà a perderci".
Link: (RUS) (ENG)

***

La Russia e l'Uzbekistan hanno concordato la costruzione di un nuovo gasdotto che trasporterà fino a 30 miliardi di metri cubi all'anno di gas naturale turkmeno e uzbeko verso la Russia (già visto nei precedenti post).

***

Mentre Berlusconi era in Libia per firmare l'accordo di cooperazione con Gheddafi è stato raggiunto da Sergej Ivanov; la Russia mira a costruire un altro gasdotto verso l'Europa.

***

L'Armenia ha dichiarato che l'Iran entro il 2010 soddisferà il 100% dei suoi bisogni energetici, parzialmente in cambio di elettricità (importando 3,3 miliardi di kilowatt all'ora via Tabriz nel nord-ovest dell'Iran).

***

Gazprom ha firmato un importante memorandum di intesa con la Nigeria per la creazione di una joint venture che si occuperà di "prospezione, produzione e trasporto di idrocarburi", di "realizzare un sistema per convogliare e valorizzare il gas associato" e di "costruire centrali elettriche in Nigeria".

***

Come conseguenza della crisi nel Caucaso la Russia potrebbe riprendere in considerazione il progetto di costruire una ferrovia che colleghi direttamente Armenia e Iran: è questo l'esito di un recente incontro tra Medvedev e il presidente armeno Sargsyan.

***

Gazprom Neft, il braccio petrolifero di Gazprom, ha firmato un accordo per sviluppare il giacimento petrolifero iraniano di Azadegan Nord ed estrarre petrolio da altri tre giacimenti (Shurum, Kukh-i-Rig e Dudru). Mentre le compagnie occidentali stanno lasciando l'Iran (la francese Total se n'è andata all'inizio dell'estate, la spagnola Repsol YPF e la Royal Dutch Shell si sono ritirate dallo sviluppo della 13ma fase di South Pars), aumenta invece la presenza delle compagnie russe.

***

I britannici e i russi sono giunti a un accordo su TNK-BP dopo la lunga disputa per il controllo della joint venture: BP ha accettato di sostituire la dirigenza accogliendo le richieste dei partner russi.

***

La Russia e la Turchia sono state sull'orlo di una guerra doganale: la stampa turca ha riferito che la scorsa settimana migliaia di camion turchi sono rimasti bloccati alla frontiera russa perché la Russia ha irrigidito il regime doganale quando la Turchia ha consentito il passaggio attraverso il Bosforo delle navi da guerra americane dirette nel Mar Nero. In risposta la Turchia ha dichiarato che i cargo in arrivo dalla Russia dovevano essere ispezionati più scrupolosamente. Negli ultimi giorni i due paesi hanno però dichiarato di non essere interessati a un peggioramento delle relazioni. Secondo gli esperti sarebbe la Turchia a perderci di più. Le esportazioni russe verso la Turchia sono costituite prevalentemente da risorse energetiche (il 29% del petrolio e il 63% del gas naturale consumato dalla Turchia vengono dalla Russia). La Turchia esporta tessuti, veicoli, attrezzature, farmaci e prodotti alimentari. Inoltre in Russia lavorano attualmente più di 150 società edilizie turche.

***

Sempre a proposito di Turchia, la moglie di Matthew Bryza, vice assistente segretario di stato americano, che si chiama Zeyno Baran ed è senior fellow e direttrice del Centro per la Politica Eurasiatica allo Hudson Institute [fondazione che fa parte di un gruppo di istituti ferocemente neoconservatori] ha scritto il 29 agosto un articolo sul Wall Street Journal intitolato "Will Turkey abandon NATO?" (La Turchia intende abbandonare la NATO?), nel quale si chiedeva appunto da che parte stia andando la Turchia (cogliendo segnali di tentennamento e di apertura verso la Russia e soprattutto l'Iran).

Etichette: , , , , , , ,

giovedì, agosto 21, 2008

Le esercitazioni della CSTO

[Per chi si fosse chiesto, come Andrea e me, che fine avesse fatto nel frattempo la CSTO, ecco a voi una sintesi di alcuni articoli di RIA Novosti].

Questa settimana in Armenia sono cominciate la terza e la quarta fase delle esercitazioni militari degli stati ex-sovietici della CSTO, "Rubež-2008". Secondo un alto responsabile della sicurezza armeno le esercitazioni hanno "l'obiettivo di potenziare le capacità di difesa comuni".

L'Organizzazione del Trattato per la Sicurezza Collettiva (CSTO) comprende Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Uzbekistan e Tagikistan.

"L'obiettivo delle esercitazioni congiunte Rubež-2008 è contribuire allo sviluppo della componente militare della CSTO" ha dichiarato Artur Bagdasaryan, segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale dell'Armenia.

Le esercitazioni si svolgono in quattro fasi sul territorio russo e armeno in estate e autunno, e per la prima volta nella storia della CSTO avvengono su tre livelli: strategico, operativo e tattico. Le prime due fasi, che si sono tenute nel mese di luglio in Armenia e a Mosca, sono quelle "più politiche, in cui partendo da una situazione modellata sugli studi si individuano le azioni dei paesi-membri della CSTO e dell'intera organizzazione per ridurre minacce per la sicurezza collettiva della regione messe in atto da terze forze distruttive, e si determinano i meccanismi di una risoluzione politica delle crisi", dice il segretario generale della CSTO Nikolaj Bordjuž.

Le fasi successive, quelle "attive", riguardano la pianificazione di operazioni a livello militare. Vi prendono parte 4000 soldati di Russia, Armenia e Tagikistan. La terza fase, in particolare, ha previsto la preparazione e conduzione di un'operazione congiunta "per difendere la sovranità e l'integrità territoriale dell'Armenia".

"Queste esercitazioni permettono ai nostri paesi di rafforzare i legami diretti e accrescere il livello complessivo di cooperazione", ha dichiarato Boris Gryzlov, presidente della Duma russa.

"Possiamo verificare che i membri del blocco siano in grado di affrontare qualsiasi minaccia alla sicurezza collettiva con una risposta appropriata", ha aggiunto.

La Russia, la Bielorussia e le ex-repubbliche sovietiche dell'Asia Centrale hanno già sviluppato reti comuni di difesa aerea e comunicazioni e stanno lavorando su altri sistemi di difesa.

Le esercitazioni Rubež si svolgono ogni anno dal 2005.
Oggi, giovedì, si tiene a Erevan l'incontro tra i ministri della difesa dei paesi della CSTO.

Link (RUS):
http://www.rian.ru/society/20080722/114575446.html
http://www.rian.ru/world/20080821/150546528.html
http://www.rian.ru/defense_safety/20080818/150441889.html

Link (ENG)
http://en.rian.ru/world/20080722/114629594.html

Etichette: , , , , , , ,