domenica, dicembre 28, 2008

A proposito di Gaza

A proposito di Gaza

di Marc Lynch

L'opinione pubblica araba sta esprimendo la propria rabbia per i bombardamenti su Gaza. Una parte significativa di questa rabbia è diretta verso i leader arabi, che sono stati a lungo zitti e (secondo alcuni) complici di tutto questo. La foto qui sotto, del ministro degli esteri egiziano col primo ministro israeliano Livni, è diventata un simbolo di questa campagna. Mentre negli Stati Uniti, presi come sono dalle vacanze e dalle manovre di transizione, nessuno sembra prestare attenzione, consiglierei di vedere se la profonda rabbia araba che sta montando a proposito di Gaza esploderà... soprattutto in Egitto.



Due punti degni di nota. Primo, i media arabi sembrano dividersi lungo le ormai familiari linee editoriali, con al Jazeera e al Arabiya ad esemplificare i due approcci contrapposti. Se la campagna di bombardamenti sarà il preludio ad una più ampia offensiva a Gaza, sarà interessante se i media arabi si spaccheranno come accadde nei primi dieci giorni della guerra del 2006 tra Israele ed Hezbollah. In quel conflitto al Arabiya e gran parte dei media semiufficiali sauditi, egiziani e giordani tennero bassi i toni dei resoconti e diedero la colpa del conflitto soprattutto a Hezbollah, mentre al Jazeera trattò decisamente la crisi come una crisi regionale. Oggi [sabato, N.d.T.] vediamo una copertura completa dei bombardamenti di Gaza da parte di al Jazeera, mentre sul sito di al Arabiya questa mattina nessuna delle cinque notizie principali riguardava Gaza. Questo è solo un primo indicatore, ma date le attuali linee politiche di conflitto nella regione e i preparativi diplomatici israelian per l'offensiva con i leader arabi, potrebbe accadere di nuovo.

Secondo, non perdete di vista il Cairo. L'Egitto è stato al centro della rabbia araba nell'evolvere della crisi. È stato quello che ha fatto rispettare il blocco israeliano, ignorando un crescente coro di critiche politiche interne e in tutto il mondo arabo. I media egiziani e arabi e le forze politiche hanno lacerato il regime di Mubarak per mesi a proposito del blocco di Gaza. Oggi i Fratelli Musulmani hanno alzato la posta indicendo una inusuale protesta pubblica per oggi, che sarà capeggiata dalla Guida Suprema, Mohammed Mehdi Akef, ed è stata annunciata anche da un vistoso banner rosso che campeggia sul loro sito ufficiale. È molto probabile che si tratterà solo di un'altra protesta simbolica, ma contribuirà a creare un'atmosfera di crisi e non c'è modo di dire come le varie forze potranno reagire.

Originale: Speaking of Gaza

Pubblicato il 27/12/2008

Tradotto da Andrej Andreevič per Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questi articoli sono liberamente riproducibili, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne gli autori e la fonte.

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Ricordare il giorno del Sabbath, per santificarlo

Ricordare il giorno del Sabbath, per santificarlo

da Missing Links
traduzione di Andrej Andreevič

AlQuds alArabi dice che la ragione per cui Hamas non ha evacuato le proprie postazioni di polizia e di sicurezza questo sabato, quando sono avvenuti i bombardamenti in cui sono rimaste uccise oltre 200 persone, compresi cadetti che assistevano ad una cerimonia di promozione nella sede della polizia di Gaza, è un atto di disinformazione trasmesso alla leadership di Hamas dalle autorità egiziane, che venerdì hanno assicurato ad Hamas che Israele non avrebbe lanciato un attacco entro breve.

Fonti interne ad Hamas e vicine al dottor Mahmoud Zahar hanno dichiarato ad alQuds alArabi che venerdì notte l'Egitto avrebbe informato Hamas che Israele intendeva aprire negoziati per un nuovo cessate-il-fuoco, e che non avrebbe lanciato un attacco contro la striscia di Gaza finché il Cairo non fosse riuscito a ottenere un nuovo accordo [di cessate-il-fuoco] tra Tel Aviv e le fazioni della resistenza. E secondo le fonti sarebbe stata questa rassicurazione del Cairo a impedire [alle autorità di Hamas] di evacuare queste postazioni di sicurezza. Le fonti hanno detto che il ministero degli interni di Hamas ha evacuato le postazioni di sicurezza ad ogni minaccia di attacchi israeliani, ma in questo caso non l'ha fatto per le assicurazioni della scorsa notte [la sera di venerdì] che Israele non avrebbe lanciato un attacco nelle successive 48 ore, considerando che il sabato è festività religiosa, e che un attacco alla striscia di Gaza non sarebbe cominciato quel giorno.


Le foto su alJazeera e altrove mostrano il massacro che ne è derivato.

(AlQuds alArabi riporta inoltre fonti diplomatiche secondo le quali il capo della sicurezza egiziano Omar Suleiman sarebbe stato in contatto con altri regimi arabi per informarli del piano di attacco israeliano, ulteriore indicazione della collusione tra i regimi arabi e Israele)

Originale: Remembering the sabbath day, to keep it holy

Pubblicato il 27/12/2008

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